Impermeabilizzazioni esterne ed interne: quando e come intervenire

I lavori di impermeabilizzazione esterna ed interna impediscono all’acqua di penetrare nell’edificio e di danneggiare col tempo le strutture e i materiali con cui è stato costruito. Il loro scopo è dunque quello di bloccare le infiltrazioni di acqua dai locali seminterrati, dal tetto, dai terrazzi e dai balconi.

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Impermeabilizzazioni in spinta positiva e negativa

Nel nostro settore, dividiamo le impermeabilizzazioni in due tipologie principali:

  1. le impermeabilizzazioni in spinta positiva, cioè tutti gli interventi di ristrutturazione esterna che riguardano il lato della superficie esposto all’azione dell’acqua, per esempio l’impermeabilizzazione di tetti, terrazzi e balconi
  2. le impermeabilizzazioni in spinta negativa, cioè tutti gli interventi interni che si possono mettere in atto quando non è possibile agire direttamente sulla superficie che è a contatto con l’acqua, per esempio nel caso dell’umidità di risalita dai muri controterra di garage, cantine e scantinati

Di conseguenza, a seconda del tipo di infiltrazione, cambia anche il tipo di ristrutturazione, così come le tecniche ed i materiali da utilizzare.

Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono i principali interventi di impermeabilizzazione esterna e interna in condominio e quando sono necessari.

Impermeabilizzazione di tetti, terrazzi e balconi

Coperti, terrazzi e balconi possono essere protetti dalle infiltrazioni applicando guaine, lattonerie e materiali impermeabilizzanti esterni, direttamente sulla superficie esposta all’acqua.

1) Impermeabilizzazione del tetto

Avrai sicuramente notato che nelle nostre città esistono diversi tipi di tetto. Alcuni sono a falda (cioè inclinati) mentre altri sono piatti (i cosiddetti lastrici solari), hanno quindi caratteristiche molto diverse fra loro e di conseguenza vanno ristrutturati con tecniche e materiali specifici.

Tetti a falda

I tetti a falda sono superfici discontinue, perché rivestite di coppi o tegole. Possono essere in latero cemento o in legno. Se filtra acqua da questo tipo di coperto, prima di tutto si dovranno rimuovere i coppi (o le tegole) ed il vecchio manto isolante, poi seguirà la posa della membrana sintetica.

Qui bisogna fare attenzione e scegliere con cura il materiale a seconda della struttura che sostiene il tetto: se si tratta di travi in legno, per esempio, sarà meglio usare una guaina con posa senza fiamma.

Una volta applicata la superficie impermeabile, si potrà rivestire nuovamente il tetto con il manto di copertura, le lattonerie e la linea vita.

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Tetti piani o lastrici

I lastrici solari, al contrario, sono superfici piane orizzontali di tipo continuo. Qui l’intervento dipende molto dalle condizioni in cui versa la struttura che sostiene il coperto. Se è in buone condizioni, basterà applicare un nuovo strato impermeabilizzante sopra la pavimentazione, poi un nuovo massetto (cioè lo strato su cui si posa la pavimentazione) e infine un nuovo pavimento. Se invece è danneggiata, si dovrà rimuovere anche il manto impermeabile per sostituirlo con uno nuovo.

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2) Impermeabilizzazione di terrazzi e balconi

Terrazzi e balconi sono strutture simili ai lastrici solari: sono piani e la loro usura si manifesta quando la pavimentazione, che può essere di vari tipi (ceramica, cemento, gres…), inizia a degradarsi. Tra i segnali più eclatanti ricordiamo anche: il distacco dell’intonaco, i rigonfiamenti e le efflorescenze saline (cioè i cristalli bianchi che affiorano sul cemento e lo danneggiano).

Col tempo l’azione dell’acqua e l’erosione provocata dagli agenti chimici che aggrediscono le strutture portano al progressivo degrado del calcestruzzo che riveste terrazzi e balconi, fino a scoprirne i ferri di armatura, che si arrugginiscono.

Sono segnali da non sottovalutare, perché cornicioni e balconi danneggiati fino a questo punto perdono pezzi di intonaco o cemento che possono anche cadere sui passanti o sulle auto che sostano vicino all’edificio!

In questo caso l’intervento di impermeabilizzazione prevede la rimozione della pavimentazione danneggiata, oltre all’applicazione di un nuovo manto impermeabile e delle lattonerie, che servono a smaltire la pioggia e a proteggere risvolti e raccordi dalle infiltrazioni.

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Impermeabilizzazione dei muri controterra

Quando l’acqua penetra dal terreno perché i muri sono a diretto contatto con la terra (muri controterra) e non sono sufficientemente impermeabilizzati, si possono applicare manti in materiale bituminoso o plastico, che vengono ancorati sul lato esterno della muratura. Dopodiché, si stendono anche dei teli protettivi che servono a drenare l’acqua.

A volte però non è tecnicamente possibile applicare dei manti, oppure è troppo costoso. Nel caso degli edifici storici e antichi, per esempio, che sono costruiti in muratura (un materiale più poroso del calcestruzzo), si può optare per un trattamento diverso: l’applicazione di un intonaco impermeabile.

In entrambi i casi è consigliabile rivolgersi ad un’impresa edile esperta, perché la scelta della tecnica più adatta è strettamente legata ad una profonda conoscenza dei materiali e delle strutture.

Esiste un ulteriore sistema per impedire all’acqua di penetrare nella muratura a diretto contatto col terreno e quindi bloccare l’umidità di risalitacreare una barriera chimica.
La barriera chimica è un tipo di impermeabilizzazione che richiede un intervento dall’interno, cioè non si agisce sul lato esposto alla penetrazione dell’acqua, ma direttamente dentro la muratura: si iniettano dentro al muro delle speciali resine che impediscono alle molecole d’acqua di aderire e risalire.

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