Bonus facciate 2020: detrazione del 90% per chi ristruttura la facciata condominiale

Buone notizie per i proprietari di edifici e per i condòmini che hanno in programma di ristrutturare la facciata del loro fabbricato. La Legge di Bilancio 2020, da poco pubblicata in Gazzetta Ufficiale, introduce il bonus facciate del 90% che prevede una detrazione IRPEF o IRES del 90% per le spese di ristrutturazione della facciata sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020. Quindi, se hai in programma di ristrutturare la facciata del tuo edificio, ti consigliamo di affrettarti, perché il bonus vale solo per le spese sostenute e saldate entro quest’anno!

Vediamo in dettaglio quali requisiti rispettare per chiedere la detrazione.

Ristrutturazione facciata - Bonus facciate 2020

Bonus facciate 90%: a chi spetta e per quali interventi – Aggiornamento del 14 febbraio

Il 14 febbraio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida che aggiorna e chiarisce beneficiari ed interventi inclusi nel bonus 90%. Dai chiarimenti più recenti, il bonus facciate è una detrazione di cui possono beneficiare tutti – inquilini, proprietari, residenti e non residenti in Italia, persone fisiche e anche le imprese – purché ne abbiano la capienza fiscale.

Chi lo richiede può beneficiare di una detrazione d’imposta che viene ripartita in 10 quote annuali costanti. La detrazione è pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali – quindi compresi anche quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna – che si trovano in ZONA A e in ZONA B, senza limiti di spesa.

  • Per ZONA A si intendono le parti del territorio con agglomerati urbani di carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi. Vi rientrano anche le aree circostanti che fanno parte di questi agglomerati. Quindi, per esempio, possono chiedere la detrazione le persone che devono rifare la facciata di un edificio storico nel centro di Bologna.
  • Per ZONA B si intendono invece le altre parti del territorio edificate anche solo in parte. Sono le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq. Quindi, sempre per tornare all’esempio di Bologna, possono richiedere il bonus facciate al 90% anche le persone che abitano nelle zone residenziali fuori dal centro storico.

Gli interventi che danno diritto al bonus del 90% sono solo quelli sulle strutture opache della facciata (cioè i muri), sui balconi, gli ornamenti e i fregi.  Invece, gli interventi esclusi dalla detrazione al 90% sono quelli relativi a vetrate, infissi, portoni e cancelli.

Nel dettaglio vale per:

  • gli interventi sull’involucro esterno dell’edificio, sia anteriore sia sugli altri lati (intero perimetro esterno)
  • le opere che riguardano la struttura opaca delle facciate esterne – tinteggiatura, consolidamento e ripristino, miglioramento termico – e quindi vale anche per chi fa il “cappotto”, ma in questo caso chi la richiede deve rispettare le stesse disposizioni previste per l’ecobonus
  • gli interventi sui balconi o su ornamenti e fregi
  • i lavori riconducibili al decoro urbano: grondaie, pluviali, parapetti, cornicioni
  • sistemazione degli impianti che si trovano sulla parte opaca della facciata
  • le spese per l’acquisto di materiali, per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, quelle per i ponteggi, lo smaltimento dei materiali, l’iva, le pratiche edilizie e l’occupazione di suolo pubblico

Dunque, la detrazione è un’ottima occasione per ripristinare la facciata dell’edificio ammalorata che causa la caduta di calcinacci e per il restauro lapideo delle facciate storiche.

Il bonus facciate è cumulabile con le altre detrazioni, come l’ecobonus, a condizione che le spese riferite ai due diversi interventi vengano contabilizzate in modo distinto.

Infatti, in caso di interventi sulle facciate che riguardino più del 10% di rifacimento dell’intonaco, il ripristino deve soddisfare i requisiti relativi ai valori di trasmittanza termica; cioè si deve realizzare il “cappotto esterno”. Anche questa spesa, come abbiamo visto, si può detrarre al 90% ma non ha diritto di attivare la cessione del credito.

Attenzione all’impresa edile che esegue l’appalto

Per poter beneficiare della detrazione del 90%, le spese devono essere pagate entro il 31 dicembre 2020. Quindi, se l’impresa a cui ti affidi tarda nei lavori e non li porta a termine entro il 2020, perderai il bonus del 90% e passerai ad una detrazione del 50%.

Come scegliere l’impresa edile in grado di gestire la ristrutturazione e gli adempimenti entro fine anno?

Ecco alcune indicazioni che possono aiutarti a orientare le tue scelte:

  • un’azienda grande ha molte squadre di lavoro che possono essere presenti contemporaneamente su più cantieri
  • un’impresa edile presente sul mercato da molti anni, che ha realizzato ristrutturazioni complesse, certificata, solvibile e autorizzata anche a eseguire lavori pubblici è più rapida ed efficace di chi si è affacciato sul mercato edilizio da poco

Tecnocem, in caso di richiesta, è in grado di fornire fidejussioni bancarie/assicurative e polizze decennali ed è certificata ISO: 9001 : 14001 : 18001 : 45001 – OG1 – OG2

Ecobonus con cessione del credito, per chi non può richiedere il bonus facciate 90%

Il bonus facciate del 90%, anche quando riguarda interventi con “cappotto”, non prevede la cessione del credito – che invece vale per l’ecobonus del 70% – quindi devi saldare tutte le spese entro il 2020 e poi, dal 2021, puoi beneficiare della detrazione IRPEF o IRES suddivisa in 10 quote annuali.

Per chi non può detrarre le spese di ristrutturazione della facciata, c’è un’altra possibilità: l’ecobonus con cessione del credito. In questo caso, però, la ristrutturazione della facciata deve includere un intervento di riqualificazione energetica, per esempio l’applicazione di un cappotto esterno.

È una detrazione dall’IRPEF o dall’IRES che può cambiare a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e l’anno in cui è stato fatto. In questo caso la detrazione si attesta fra il 70% e il 75%.
Se scegli questa possibilità puoi cedere il credito corrispondente alla detrazione ai fornitori o ad altri soggetti privati e rateizzare il pagamento dell’intervento in 10 anni.

Quindi a differenza del Bonus facciate 90%, non è necessario sostenere le spesa di ristrutturazione in un un’unica soluzione e poi detrarre nel tempo. In questo caso, si può scontare immediatamente tutto il credito e tutte le spese di ristrutturazione vengono suddivise in piccole rate – inferiori a 100 euro al mese – da saldare in 10 anni. Per approfondire, leggi il nostro articolo: Ristrutturazione facciata ed ecobonus con cessione del credito

Bonus 90% o ecobonus con cessione del credito?

Per capire quale agevolazione richiedere e per quali lavori, sono diversi i fattori da tenere in considerazione.

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